Non solo l’inizio di un cammino. Giorno 3.

Finalmente ci muoviamo dal Ramechhap Airport. Poco dopo le 12 di oggi (le 8 in Italia) l’elicottero parte ma non arriva a Lukla: il suo aeroporto è chiuso da cinque giorni per il maltempo. La valle del Kumbu ci si apre via Surke. La pista per gli elicotteri si presenta alla vista come un pezzo di prato rubato alle verticalità dopo poco più di mezz’ora di volo tramite il quale capiamo quali  abilità e quale delicatezza deve possedere un pilota di elicottero da queste parti.

Surke, pista per elicotteri

Li’ un centinaio di trekkers/alpinisti e lavoratori dei campi alti sta aspettando il proprio turno per tornare più in basso. Chi non è seguito da agenzie e si è affidato al “fai da te” prende d’assalto il primo elicottero che vede atterrare: sono ore forse giorni che probabilmente aspetta.

Surke, pista per elicotteri.

Dopo un pasto frugale ci muoviamo per la prima sgambata della spedizione. Da Surke ci incamminiamo per circa 3 ore verso il Sunrise Lodge nella località di Phakding. Il sentiero è facile, il dislivello è contenuto e disteso in una serie di saliscendi. La mia caviglia sembra stare bene.

Lungo la via due cose mi colpiscono e per certi versi mi emozionano. La prima attiene alla forte spiritualità buddhista dei nepalesi. Ogni villaggio che attraversiamo e proprio lungo il sentiero presenta questi monasteri e le classiche ruote della preghiera buddhiste con impressi i relativi mantra. Gli sherpa che sono con noi non esitano a ripeterli sotto voce ad ogni passaggio; con profondo pudore e rispetto ma lo fanno.

La seconda cosa che noto sono i bambini. Rigorosamente tutti sorridenti e felici semplicemente di salutare il viandante anche straniero. Non si aspettano nulla se non un “namaste'” di risposta. Sono gioiosi e, nonostante si capisca che oltre i 2000 metri non possano provenire che da famiglie povere, all’uscita da Scuola in uniforme si dilettano con entusiasmo a giocare con un aquilone di carta quasi trasparente e bambu’. Anche gli adulti non esitano a scherzare con loro ed approvare, rafforzandoli, i loro modo gentili. Cose, per noi, di altri tempi. Il futuro potrebbe essere loro, proprio di questi bambini nepalesi.

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