Notte da dimenticare. Articolo breve, dunque. Il medico Usa che è con noi, Alone, mi dice che a 5000 metri è normale avere sintomi notturni come quello della respirazione periodica. Il mal di montagna che fin ora mi aveva sostanzialmente risparmiato, ora mi da’ una bella bastonata.

La microrespirazione, a queste quote, durante il sonno non basta così alcuni meccanismi fisiologici ti risvegliano per farti fare delle frequenti vere e proprie boccate d’aria. Quando sorge il sole sembra mi sia passato un treno sopra. Non ricordo nemmeno che destinazione avesse. Nonostante tutto partiamo. Oggi l’obiettivo è fare visita alla zona dei campi base dell’Everest e lo facciamo, con altri 600 metri di dislivello fatto a queste quote, ma non sono in forma e si vede. L’emozione è un po’ attutita dunque e il morale ne risente. Giornate come queste servono comunque a rimettermi i piedi per terra.
[…] blog ha cercato di illustrare, tecnologia permettendo, è andato tutto per il meglio sino alla giornata della salita all’Everest Base Camp. Mi sentivo molto bene fisicamente: durante il cammino anche coi dislivelli maggiori ero ampiamente […]
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