Sicuramente questo che ci consente di arrivare al villaggio di Lobouche, a circa 5000 metri di quota, è un giorno decisivo per l’acclimatamento. Mai raggiunta prima una quota così elevata.
Proverò a spiegare quello che sento a livello del mio corpo.

Però brevemente, prima, vi spiegherò, scusandomi per la mancanza di ortodossia scientifica, quello che accade a partire dai 2700-3000 metri di quota. A causa della riduzione della pressione barometrica, la quantità di ossigeno che riesce ad entrare nel nostro organismo attraverso la ventilazione si riduce (frazione inspiratoria dell’ossigeno). In quota la percentuale di ossigeno presente nella miscela gassosa che chiamiamo aria è sempre 21%, come a livello del mare. Quello che cambia è la pressione parziale dell’ossigeno, che si riduce in maniera inversamente proporzionale all’aumento della quota. Questo significa che si realizza una ridotta quantità di ossigeno nel nostro sangue (ipossiemia) e una conseguente diminuzione di ossigeno a carico di organi e tessuti. Per far capire cosa succede possiamo usare uno strumento il saturimetro. Se ci misuriamo la saturazione dell’ossigeno al livello del mare, e non abbiamo patologie respiratorie o cardiache, i valori di saturazione saranno compresi tra il 96 e il 100%. Quando saliamo in quota, ad esempio a 3000 metri sul livello del mare, la riduzione della pressione parziale di ossigeno può portare il valore della saturazione da 98% a 90% (chiaramente con variazioni individuali).
Il nostro corpo a questo punto manda un segnale per aumentare la nostra frequenza della respirazione e la nostra frequenza cardiaca e quindi la portata cardiaca, cioè la quantità di sangue pompata dal cuore in un determinato tempo. Queste sono le modifiche più immediate (da 1 minuto a pochi minuti) che si verificano quando si riduce la quantità di ossigeno nel sangue e che cercano di compensare questa carenza di ossigeno e di abituarci a questa condizione.
Fra le “mutazioni” che avvengono quando si trascorre più tempo in quota, la più importante è l’aumento della produzione dei globuli rossi.
Più globuli rossi in circolo significa più molecole di ossigeno disponibili per il lavoro dei muscoli e degli altri organi vitali, sollevando cuore e polmoni dalle grandissime fatiche dei primi momenti. Insomma, trascorrendo del tempo in quota, la soglia di affaticamento tende ad alzarsi e così pure la nostra capacità di prestazione. Ma il sangue tende come dire ad ispessirsi e potenzialmente a rendere difficile la circolazione sanguigna e la diuresi. Ecco il perché bisogna bere molto e fare sforzi e dislivelli graduali in questa fase.
E passiamo alle mie sensazioni. Ieri sera a quota poco piu di 4200 metri di quota ho avuto un leggero mal di testa poco prima della cena, passato con un analgesico. È il segno del cambiamento che stava avendo il mio corpo con la produzione di maggiore emoglobina ed una probabile maggiore pressione a livello celebrale.
Ho dormito, dopo alcuni esercizi di rilassamento respiratori, circa 8 ore non continuative ma tutto sommato ristorative. Stamattina il passo è stato subito buono quasi sempre davanti all’allegra brigata e i circa 700 metri di dislivello sono andati via tutto sommato bene; facendo pac man anche delle comitive che mi precedevano.

Ma ho provato, per la prima volta una sensazione per me molto strana. La mente e ridotti atti respiratori, rispetto ad un terreno facile, infatti mi dicevano di andare e di avere ulteriori possibilità di allungare il passo ma non appena lo facevo mi prendeva una leggera sensazione di vuoto alla testa e di intorpidimento sensoriale. Così, pur mentalmente, avessi tutti i numeri vi ho rinunciato mantenendo un passo costante. Segno che probabilmente, continuando nell’ascensione, i meccanismi adattativi erano e sono tuttora in corso a Lobouche.
Ogni tipo di esperienza necessita di acclimatamento e l’acclimatamento, soggettivamente, necessita di tempo. Dobbiamo concederglielo per provare a dare il meglio. Oppure per capire quando dobbiamo rinunciare o segnare un passo meno estremo. Anche in questo modo s’impara ad ascoltarsi e conoscersi.