Il passato non c’è più. Il futuro deve ancora venire. Seppur impalpabile è l’adesso in compimento che conta, messo in mezzo a due realtà fittizie. Il presente è l’unica dimensione che ci consente una riflessione sul come, sulle modalità, sui mezzi che ci sono e si selezionano.

Il presente è l’unica dimensione in cui si può sperimentare la nobiltà del gioco e in cui il gioco, in senso nobile, trova il suo compimento in un singolo gesto o nell’atto finale della realizzazione di uno schema tattico. La sintesi di tutto, preparazione passata e aspettative future, è nel momento, quasi istantaneo, presente. Se è così (ed è così) godiamone con chi abbiamo la fortuna di avere accanto.
Ma in quanto “tempo” siano come esseri umani in grado di concepire il presente ? Che cos’è l’ “adesso” di qualcosa che si sta sviluppando nel tempo? Per scoprirlo, i ricercatori si sono chiesti se anche in questo caso era valido il vincolo temporale dei 2-3 secondi necessario alla ricostruzione unitaria di una scena. La risposta è stata affermativa tanto per fornire una decodifica unitaria agli stimoli visivi quanto a quelli verbali. Il nostro “presente” interiore, come la percezione dello scorrere del tempo è un fattore puramente soggettivo ed in realtà già passato da qualche secondo
Per essere consapevoli bisogna insomma presenti al presente.