Vita (non paura).

Un esperimento (o una grande, grandissima esperienza), la vita è tale. Un esperimento con la possibilità di cambiare ma non quella di riavvolgere il nastro. Così è la vita di ciascuno. Soluzioni certe senza rischi non ve ne sono. Davanti a me c’è un giovane ventiseienne. Ha fatto un’esperienza militare ma ne ha visto solo l’eccessiva rigidità. Ha fatto un lavoro nel privato ma ne ricorda solo il fatto di essere stato in parte pagato in nero e sfruttato. Ora è a un bivio. Gli piace la fotografia, visitare posti nuovi, ha un senso di giustizia spiccato ma ha paura di affrontare situazioni di responsabilità in cui dovrà fare delle scelte, nelle quali dovrà entrare in contatto con dolore, sofferenza e/o violenza. Si riconosce serietà e sensibilità ma teme la gerarchia quella eccessivamente distaccata, di impronta militare e il lavoro troppo burocratico. Ha paura che la fidanzata lo lasci se sceglie un mestiere piuttosto che un altro, che i genitori lo giudichino, in futuro, per la scelta che sta per fare. No, non sceglie. Così non può scegliere. Preferisce che siano gli altri o gli eventi a scegliere per lui. Succede così a molti forse troppi giovani: sono già adesso impauriti della paura che forse arriverà nei momenti difficili, quando saranno costretti a trovare una strada quando le cose, nonostante l’impegno e le buone intenzioni, non andranno in modo lineare, felicemente come pensavano, quando si concretizzeranno “i contro” e rischi che si celano in ogni attività, in ogni relazione. Forza giovani. Guardate all’oggi e all’immediato domani con positività. Scegliete, se e quando ne avrete l’opportunità, in base a quello che più vi piace. Nessuno ci insegna fino in fondo a vivere ma dobbiamo avere l’ardore di affrontarla con coraggio la vita che più ci riguarda. Senza timore. Senza farci condizionare dalla paura della paura.

“Vita in te ci credo”

Vita io ti vedo, tu così purissima da non trovare il modo l’arte di difendermi…”

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