Roma era e continua ad essere un casino. Sembra una cifra distintiva, immutabile, del suo modo di presentarsi non solo nelle sue massificate periferie ma anche nelle sue zone più centrali. Sporcizia, traffico automobilistico e rumori molesti con poche eccezioni nel corso della giornata, inefficienza di gran parte dei servizi pubblici e, quasi a ruota, anche di quelli più propriamente privati.

“Napoli”, cantava Pino Daniele, “è una carta sporca e nessuno se ne importa”. Ecco quando (ri)sbarchi a Roma, come per il capoluogo campano, hai proprio la sensazione di intangibilita’, di come il tempo si sia fermato: “Roma è il suo caos e non ci puoi fare niente.” Sara’ sempre così. È una sorta di contrasto, non solo visivo, alla sua storia, ai monumenti non solo fisici, alla bellezza delle opere dell’uomo, che ne sono testimonianza. O, forse, ne sono semplicemente l’altra faccia della medaglia. Roma sembrerebbe dirci che non si può creare in grande se non si sperimenta il caos, l’incertezza, persino paura e precarietà. La capitale italiana credo non somigliera’ mai a quelle del nord europa. Un limite ? Forse. Una risorsa ? Altrettanto, forse.

A Roma ho vissuto i miei primi 27 anni. Zona Nord, un quartiere Nuovo Salario che era alla periferia estrema e terminava coi campi coltivati dietro casa. Un quartiere che via via è divenuto centro rispetto a metri cubi di grattacieli costruiti alle spalle. Roma è vita notte e giorno, estate ed inverno, è per tutti i gusti e per nessuno. Se sei giovane ti aiuta a crescere in fretta, trovando te stesso, oppure a perderti definitivamente dietro fiumi, ai miei tempi, di eroina, oggi alcol e droghe sintetiche. Caput mundi continua ad essere degrado e piccola o grande criminalità ma è anche slancio di improvvisazione e dunque fantasia risolutoria e di continue composizioni e ricomposizioni. Roma è grandezza sontuosa ma è anche piccoli gesti di solidarietà, di generosità. Roma è politica di palazzo ma è anche politica di impegno e servizio, come quella Radicale che ho frequentato con somma felicità, per un pò attivamente. Roma è la vetrina di via del Corso e di via Condotti ma anche la romanità piaciona di Trastevere. Roma è anche i suoi clochard attorno alla stazione Termini. Roma è (quasi) tutto in contraddizione viva ma autentica. Spesso ritengo che il confronto tra diversi, tra realtà in apparente dicotomia, al contrario di rigidità e monotonia, sia creativo ed auspicabile, delle vere e proprie opportunità civili e sociali: la capitale in tal senso mi appare sempre un cantiere; l’importante però e’ essere così flessibili, o come si dice oggi resilienti, da resistere a ottime doti di stress quotidiano, alla sua complessità, a volte, indistricabile.